Lieve

Tracce di fascismo

Posted in Politica e informazione by Kuka on giugno 5, 2006

Dalle cartoline dell’Internazionale la recensione di un interessante articolo della rivista canadese Adbusters.

A volte i numeri non bastano. Dall’agosto del 2002
sono morti 98 prigionieri che erano sotto la custodia delle truppe
statunitensi all’estero, 34 di questi decessi sono stati classificati
come omicidi e in dodici casi si parla apertamente di morti per tortura.

Queste cifre non spiegano però tutto l’orrore che i detenuti stranieri
sono costretti a subire. Il bimestrale Adbusters decide di affrontare
il tema in maniera diretta e non convenzionale, pubblicando una serie
di fotografie buie e sfocate accompagnate da descrizioni dettagliate
delle violenze fisiche e psicologiche che vengono inflitte ai
prigionieri nei centri di detenzione in Iraq e in Afghanistan. "Tutte
tecniche", garantisce Adbusters, "approvate dal segretario alla difesa
Donald Rumsfeld".

È critico verso gli Stati Uniti anche il giornalista David Neiwert. Nel
suo articolo si chiede se la destra statunitense non stia assumendo
tratti fascisti. Nel paese riecheggiano discorsi inquietanti, dalle
parole del televangelista Pat Robertson a quelle della giornalista
conservatrice Ann Coulter. Anche se è presto per parlare di
un’ideologia fascista che ha attecchito nella società, "la verità è che
gli Stati Uniti", conclude Neiwert, "sono una delle nazioni in cui
potrebbe risorgere il fascismo".

(Da Internazionale)

(Fonte img Adbusters)
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2 Risposte

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  1. Furio Detti said, on giugno 5, 2006 at 5:45 pm

    caro Kuka,

    trovo inpropria la tua definizione, come se la tortura e lo sterminio degli avversari fossero un’esclusiva del fascismo e non anche di altri regimi autoritari e totalitari (per esempio quelli comunisti o socialisti, o integralisti o etnici e nazionalisti).

    insomma, come storico e come studioso (anche del fascismo) direi che questa forma politica è ormai morta, ed è mortainpratica dal 1945.

    utilizzarla quindi come categoria per spiegare la violenza tout court non può che essere fuorviante, un po’ come chiamare “neronismo” o “borgismo” l’eliminazione degli avverari politici.

    putroppo la volenza esercitata in guerra dalo stato e in nome dello stato non è prerogativa esclusiva del fascismo, ma una pratica purtroppo diffusa e caratteristica dell’uomo in quanto tale.

    cordialmente.

    Furio

  2. Kuka said, on giugno 5, 2006 at 6:21 pm

    Ciao Furio, la definizione non è mia, ma dell’Internazionale.
    Per prima cosa credo che, oggi la definizione di “fascismo” trascenda dal tradizionale significato ideologico, ma venga utilizzato con un significato più ampio. Presupponendo una particolare visione del mondo, un modo di agire connotato dalla violenza (sia verbale, che fisica), un’esaltazione populista della difesa di uno status quo ingiusto.
    Seconda cosa, la tortura non è purtroppo solo fascista (concordo con te), ma la recensione parla di preoccupanti segnali nella politica interna e estera degli Stati Uniti, che porta molti a pensare ad un fascismo strisciante.


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